Wookey Hole: la grotta turistica dove è nata la speleologia subacquea britannica
Ai piedi delle Mendip Hills, nel Somerset, il fiume Axe riemerge da una collina attraversando una serie di sale calcaree note come Wookey Hole. Generazioni di visitatori hanno percorso le sue gallerie illuminate per ammirare una stalagmite chiamata popolarmente la strega di Wookey Hole, ma la grotta è molto più di una curiosità lungo la strada per Wells. Oltre il percorso aperto al pubblico si estende un sistema allagato assai più lungo che, dagli anni Trenta del Novecento, ha attirato speleosub in alcune delle immersioni più significative nella storia di questa disciplina.
Un fiume scavato nel calcare carbonifero
Wookey Hole si trova nello spesso calcare carbonifero che costituisce l'ossatura delle Mendip Hills, una catena la cui roccia porosa è punteggiata da doline, valli secche e sistemi carsici formatisi nell'arco di centinaia di migliaia di anni. Il fiume Axe, che nasce da qualche parte nel sistema di drenaggio sotterraneo della collina, ha impiegato tutto questo tempo a sciogliere e allargare fratture nella roccia, scavando una serie di sale prima di riemergere infine all'ingresso della grotta e proseguire poi verso il villaggio di Wookey e, più oltre, verso il canale di Bristol. Le sale aperte al pubblico non sono che la parte superiore, accessibile e piena d'aria, di una rete molto più vasta; sotto e oltre di esse, lo stesso fiume riempie gallerie che restano sommerse in modo permanente. Questa combinazione di un fiume di risorgenza attivo e di una lunga sequenza d'ingresso asciutta rende Wookey Hole singolare anche fra le grotte delle Mendip Hills, la maggior parte delle quali sono o relitti interamente asciutti di un drenaggio più antico, oppure condotti interamente allagati privi di qualunque galleria percorribile.
La strega di Wookey Hole
Nessuna descrizione della grotta può dirsi completa senza la sua leggenda più nota. Una stalagmite nodosa in una delle sale viene da tempo indicata come la strega di Wookey Hole, una donna del luogo che, secondo la leggenda, sarebbe stata trasformata in pietra, in alcune versioni per opera di un monaco proveniente dalla vicina Glastonbury. Il racconto appartiene a una tradizione più ampia del folklore britannico che interpreta formazioni rocciose insolite come persone o animali pietrificati, e ha plasmato l'identità della grotta molto prima che questa diventasse, nella forma odierna, una grotta turistica organizzata. Le guide indicano ancora oggi la formazione della strega ai visitatori, e il nome è diventato inseparabile dal sito stesso, comparendo tanto nella toponomastica locale quanto nell'immagine dell'attrazione moderna. Leggende di questo tipo si formano con facilità attorno alle grotte proprio perché le loro sale sono buie e si rivelano solo lentamente alla luce di una lampada; una forma che alla luce del giorno apparirebbe banale diventa tutt'altro quando è l'unica cosa visibile nel cerchio tremolante di una torcia.
Attraversando le sale della grotta turistica
Il percorso pubblico di Wookey Hole conduce i visitatori attraverso una sequenza di sale numerate, ciascuna con un proprio carattere, dalle prime sale, quasi cattedrali per ampiezza, fino a spazi più piccoli e raccolti man mano che si procede. Illuminazione artificiale, passerelle e corrimano hanno sostituito le corde e le candele delle visite di un tempo, ma la geologia di fondo non è cambiata: sono sale modellate dallo stesso fiume che ancora oggi scorre visibile lungo parte del percorso. La visita si conclude dove finisce l'accesso pubblico sicuro, al limite delle sezioni allagate che solo speleosub addestrati possono attraversare, ed è esattamente lì che comincia la storia più straordinaria di Wookey Hole. Per la maggior parte dei visitatori questo confine è segnato senza clamore, uno specchio d'acqua scuro e immobile dove la passerella semplicemente finisce, ma vale la pena fermarsi: tutto ciò che si trova oltre quel punto è stato visto soltanto da speleosub, e gran parte di esso ha richiesto decenni di sforzi anche solo per essere raggiunto.
La culla della speleologia subacquea britannica
Negli anni Trenta, sub tra cui Graham Balcombe e Jack Sheppard cominciarono a spingersi oltre le sale piene d'aria di Wookey Hole, nelle gallerie allagate più addentro nella collina, usando attrezzatura da immersione standard adattata dai lavori subacquei di superficie e portuali. I loro tentativi di superare i sifoni oltre le sale conosciute, ostacolati da scarsa visibilità, attrezzatura ingombrante e oscurità totale, sono comunemente considerati il punto di partenza della speleologia subacquea come disciplina a sé stante in Gran Bretagna. Le lezioni apprese a Wookey Hole, sulla posa del filo guida, sulla gestione dell'aria e sui pericoli particolari dell'immersione in gallerie sommerse, strette e cariche di sedimenti, confluirono direttamente nelle tecniche adottate dagli speleosub in altri siti britannici nei decenni successivi. Quando, dopo la Seconda guerra mondiale, divenne disponibile un'attrezzatura da immersione autonoma più leggera, i sub tornarono a Wookey Hole ripetutamente, estendendo il sistema esplorato sala dopo sala, ben oltre ciò che un visitatore della grotta turistica potrà mai vedere. Ciò che era iniziato come un pugno di appassionati determinati a testare attrezzatura di superficie adattata, in acque gelide e senza alcuna visibilità, divenne nel corso dei decenni una disciplina riconosciuta, dotata di attrezzatura, formazione e cultura della sicurezza proprie.
Ossa dell'era glaciale e vite dell'età del ferro
L'importanza di Wookey Hole non si limita all'immersione. Non lontano da qui, il sito di Hyena Den fu scavato nell'Ottocento dal geologo britannico William Boyd Dawkins, che vi rinvenne ossa di animali dell'era glaciale, tra cui iene, insieme a utensili in pietra, prova che l'area attorno alla grotta era frequentata sia da animali sia da esseri umani ben prima di qualsiasi documento scritto. Nella grotta turistica stessa, i lavori archeologici hanno portato alla luce tracce di presenza umana risalenti alla preistoria, con ulteriori reperti che indicano attività durante l'età del ferro e il periodo romano. Nel loro insieme, queste evidenze collocano Wookey Hole tra le grotte archeologicamente più significative della Gran Bretagna, un sito che attira l'interesse scientifico da ben oltre un secolo, indipendentemente dal suo richiamo turistico.
Dalla cartiera all'attrazione moderna
La valle sotto le grotte ha una lunga storia produttiva legata all'acqua che esce da Wookey Hole. Accanto all'ingresso della grotta sorse una cartiera, operativa per secoli, che sfruttava il flusso pulito e costante del fiume Axe non appena questo riemergeva dalla collina; l'edificio della cartiera fa ancora parte oggi dell'intero sito di Wookey Hole. Le grotte stesse furono trasformate in una vera e propria grotta turistica nel corso del Novecento, con illuminazione elettrica e passerelle attrezzate al posto delle visite ben più rischiose dei secoli precedenti, e il sito si è da allora ampliato includendo ulteriori attrazioni per famiglie costruite attorno alla grotta e alla cartiera storiche. Questa storia stratificata, grotta naturale, cartiera produttiva, folklore e attrazione turistica, è parte di ciò che rende Wookey Hole un luogo distinto fra le grotte turistiche britanniche.
Sulla mappa
Wookey Hole è uno dei luoghi che si possono individuare sulla mappa interattiva, accanto ad altre grotte turistiche e fenomeni carsici di tutto il mondo. Usatela per vedere come Wookey Hole si inserisca nel più ampio paesaggio calcareo delle Mendip Hills, e per confrontarla con altri sistemi che condividono la stessa combinazione di spettacolo naturale, folklore e storia umana. Ingrandite l'immagine per esplorare il territorio circostante, oppure allargate lo sguardo per vedere come grotte modellate dai fiumi, come questa, si confrontino con le gallerie secche e fossili che si trovano altrove nel mondo.